Casa vacanze Roma
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Ristrutturazione totale di un appartamento di 130mq per trasformazione in casa vacanze
L’immobile si presentava in uno stato conservativo mediocre ma abitabile. L’appartamento, situato al primo piano, si trova all’interno di una palazzina realizzata nei primi anni del ‘900, quindi una struttura muraria costituita da sbozzi di tufo ed archi. Gli impianti erano obsoleti e non sufficientemente conformi agli standard normativi. L’idea di partenza è stata quella di creare 2 appartamenti, separabili oppure uniti, realizzando una zona filtro di separazione all’ingresso:- un appartamento completo di cucina, soggiorno e bagno in camera
- l’altro con 2 camere/studio e due bagni, una lavanderia
architetto
progetto
Luogo
DATA: 2024
Il Concept
Tutto il lavoro è stato pensato per cercare di mantenere tutti gli elementi originali presenti nella casa, anche mettendo in risalto gli archi strutturali (senza camuffarli) tra la zona servizio ed il disimpegno.
E così anche per quanto riguarda le mostre delle porte, originali e di ottima finitura, sono state restaurate e denotano lo stile di tutto il manufatto, arricchendo senz’altro il progetto senza snaturare l’idea di base.
Anche gli infissi e le tapparelle sono stati recuperati, intervenendo anche sul ripristino della meccanica e degli elementi di guarnizione.
La casa è comunque fresca in estate anche per le generose dimensioni delle sue mura portanti, dotata di tante ed ampie finestre che apportano luce in abbondanza anche nei periodi dell’anno meno luminosi.
Gli Impianti
Il passaggio degli impianti è risultato complesso per alcune componenti, proprio per la struttura della casa. Infatti la presenza della “spina muraria” portante lungo tutto il corridoio ha reso difficile il passaggio delle tubazioni impiantistiche. Inoltre avendo un corridoio molto lungo e stretto una volta passate le tubazioni a testa dell’impianto elettrico (corrugati) non rimaneva molto altro spazio.
Questo ha necessariamente portato a realizzare un lavoro “aereo”, per l’impianto di condizionamento, e cioè tutte le tubazioni sono passate all’interno del controsoffitto realizzato appositamente.
Lo stesso è stato utilizzato anche per il passaggio dell’impianto termico con le nuove linee dei termosifoni, tutto aereo nel controsoffitto, poi con delle calate verticali in corrispondenza dei punti radianti.
Anche per il passaggio delle tubazioni del Sanitrit ci siamo serviti di un controsoffitto opportunamente realizzato nella camera adiacente.
Le lavorazioni più impegnative e lunghe, proprio per questi motivi, sono state l’esecuzione delle tracce sia nei vecchi pavimenti che nelle murature. Gli intonaci cedevoli hanno sicuramente complicato e rallentato le logistiche del cantiere, obbligandoci al loro ripristino nella maggior parte dei casi. Da qui l’esigenza di realizzare dei cicli sulle murature a base di calce con prodotti specifici dai requisiti particolarmente adatti agli edifici storici.
Questo per permettere, oltre ad una nuova coesione strutturale, anche un’efficace traspirabilità dei paramenti murari, garantendo requisiti ambientali di elevata concezione.
In questo caso sono delle malta naturali per allettamento a base di calce idraulica NHL 3.5 (cat. M5 sabbie granulometrie) con ottima resistenza meccanica e ritiro controllato.
Prima di questo procedimento è stato accuratamente preparata la muratura a tufo con un fondo particolare a base di silani e silossani igienizzante (Primer Plus Mapei).
Per continuare a rendere le pareti traspirabili ed in linea con la bioedilizia si è resa opportuna la scelta di realizzare una pittura finale sempre a base di calce.























